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  • Gli anziani e i conflitti sociali (no reactions)

    Sergio Andreis andreis@lunaria.org
    20.6.2014 09:45
    ForAge Maggio 2014. I conflitti e gli anziani: un contributo alla discussione Il dibattito sull'attuale situazione economica in Europa é concentrata sui giovani e sul loro coinvolgimento nel mercato del lavoro: questo implica il rischio di ignorare i bisogni delle fasce più anziane della popolazione. Sarebbe un errore supporre che il loro soddisfacimento costi caro. Recenti risultati prodotti dai progetti del programma UE Grundtvig hanno dimostrato i grandi vantaggi derivanti da piccoli investimenti per l'apprendimento e la cittadinanza attiva degli anziani, con benefici per la società, le comunità locali, le famiglie e i singoli partecipanti. La varietà delle attività sostenute dà conto della grande diversità delle opportunità disponibili, anche se i finanziamenti sono limitati, temporanei e transitori, creando così problemi rispetto alla sostenibilità ed agli effetti moltiplicatori potenziali delle iniziatiave. Inoltre, tenendo presente il numero degli anziani in Europa oggi – nel 2012 il 21,1% della popolazione dell'Unione europea aveva 65 anni o più, il che significa un totale di oltre 60 milioni di persone – si pò argomentare che ancora troppo pochi di essi abbiano potuto partecipare in programmi, sia nazionali che europei, che sostengono l'invecchiamento attivo. Eurostat indica che meno del 4% dei cittadini europei di 65 anni e oltre hanno preso parte in attività di apprendimento formale, estrapolando risultati di ricerche precedenti é plausibile aggiungere un altro 8%, al massimo, coinvolto in attività educative informali, il che signifca che 22 su 25 sessantacinquenni, e più anziani, NON beneficia di alcune opportunità di apprendimento. Con poche risorse a disposizione e poca conoscenza dei bisogni dei milioni di cittadini senior che mancano all'appello dell'invecchiamento attivo, le istituzioni sono chiamate ad ottimizzare la distribuzione dei finanziamenti, garantendone una distributione più equa e la massimizzazione dei risultati, affrontando, al tempo stesso, l'emersione dei bisogni invisibili di coloro i quali al momento sono esclusi dalle diverse forme di apprendimento. Le esperienze sostenute dal programma Grundtvig incoraggiano la considerazione di tutte le fasi, i risultati e le crisi della vita – le presenti, le passate e, idealmente, anche quelle future – per favorirne comprensione e soluzioni. E i conflitti, all'interno dell'Europa e quelli portati dai migranti che entrano nel nostro continente, sono parte integrante di questo processo e ci possono aiutare a gestire meglio le situazioni a cui giornalmente dobbiamo fare fronte. Negli ultimi 40 anni l'Europa ha vissuto enormi cambiamenti politici ed economici, alcuni raggiunti pacificamente ed altri attraverso conflitti traumatici, con Belfast e Nicosia tuttora divise, mentre in altre realtà, come Berlino, il processo di unificazione ha coinvolto anche i vecchi residenti. Le colleghe della rete ForAge, la Professoressa Dusana Findeisen, dell'Università slovena della terza età e la Dottoressa Anna Grabowska, del PRO-MED sp. Zoo, del Politecnico di Danzica, in Polonia, hanno scritto un importante contributo, disponibile nel forum di discussione del sito ForAge, www.foragenetwork.eu: Older People’s Learning from Engagement in Massive Social Conflicts and Collective Actions esplora le modalità di apprendimento dai conflitti, con riflessioni teoriche, un esempio di attività pratica e rilevanti domande per il lavoro futuro sulle tematiche trattate, compresa quella del ruolo delle tecnologie informatiche nei movimenti sociali. Allo stesso tempo l'articolo indica come per molti anziani che hanno vissuto epoche di conflitti sociali siano come rimasti bloccati, senza essere riusciti a cotinuare nella loro crescita, cosa che implica la rielaborazione, attraverso una vera e propria “lotta” con se stessi, delle esperienze di conflitto vissute. La domanda é se proprio gli anziani che nelle nostre società sono oggi maggiormente marginalizzati e invisibili siano quelli le cui vite sono state maggiormente distrutte da conflitti sociali passati. Non solo abbiamo il dovere di accertarlo e, dove necessario, ricostruirlo, ma tutte queste biografie andrebbero preservate attraverso testimonianze scritte, non solo come catarsi, ma anche come memoria di riferimento per il presente e il futuro. Siamo tutti invitati a contribuire alla ricerca e alla discussione, per favorire lo sviluppo della conoscenza collettiva. Jim Soulsby jim.soulsby@btinternet.com 12 maggio 2014.
  • possibilità? (1 reaction)

    11.6.2014 18:56
    Ho 54 anni, sono maestra di scuola dell'infanzia, ho avuto numerose esperienze in Palestina, ci sono per l'estate proposte di viaggi-campi di lavoro adatte?
  • international camps for seniors (1 reaction)

    Antonia Lancellotti antonialance@libero.it
    6.5.2014 17:25
    I'm 52 years old. are there any camps for my age?
  • avventuriero (1 reaction)

    14.4.2014 20:23
    Vorrei fare del volontariato internazionale si pùo se gia lavoro?
  • Volontariato, partecipazione e nuove sfide. (7 reactions)

    Sergio Andreis andreis@lunaria.org
    26.2.2014 10:28
    Due domande: 1. La rete ForAge include diverse esperience di volontariato senior, ma anche intergenerazionel. Fra quelle italiane in corso quali potrebbero essere considerate innovative e che valga la pena segnalare anche per i colleghi di altri paesi europei ? 2. nella conferenza di Budapest si e' molto discusso delle nuove sfide per l'Europa con riferimento ai migranti senior. Quali pensate siano le problematiche specifiche nel rapporto cittadini senior migranti e cittadinanza attiva ?